di Chiara Barone
La moda, affascinante, intramontabile si manifesta in tutto il suo splendore nelle settimane a lei dedicate, da New York a Parigi, a Firenze per la moda bimbi (anche loro teneramente ben abbigliati sulle passerelle). Appena concluse le sfilate all’estero, la moda fa il suo ingresso a Milano, abbigliando le menti di idee nuove per un 2012 in stile che si rispetti. Milano fashion week: tre parole, un evento imperdibile, per chiunque ami il bello, anche solo da ammirare.
È necessario però, per godersi lo spettacolo, svincolarsi dalle posizioni troppo rigide di chi vede la moda come “un fatto da ricchi” e ammirare le sfilate con la curiosità con la quale si può ammirare una mostra d’arte, per esempio. Non è roba per superficiali. Dietro la moda c’è tanto, un mondo intero di creatività e maestria e non ultimo bisogna ricordare come essa abbia la dote di percepire per prima i cambiamenti della società, forse anche prima di un sociologo. L’esempio lampante è quello della mini gonna, simbolo di affermazione della donna, che ritorna a fare da protagonista anche nelle passerelle di quest’anno. Ma come nasce questa tendenza? Mary Quant, giovane modella stilista, ispirandosi alla strada e alla pop art crea la nuova moda della minigonna, degli anni ‘60: solo qualche centimetro quadrato di stoffa per uno dei capi che ha rivoluzionato la storia della moda e non solo e che ha fatto il giro del mondo. Primo capo di abbigliamento che nascendo dalla quotidianità e dal pret à porter, detta le leggi all’alta moda. D’altronde lei stessa affermava come: “… le vere creatrici della moda sono le ragazze, le stesse che si vedono per le strade. Le mie creazioni trovano spazio tanto negli armadi dei giovani del ceto medio, quanto nei guardaroba di lusso delle signore per bene“. Concezione, questa, che non si è ristagnata negli anni ’60 e che arriva sino ai giorni nostri. Gli stilisti moderni ci ricordano come non necessariamente bisogna ricercare il lusso, ma semmai la “democrazia” del bello, riciclando e mescolando ciò che già si possiede nell’armadio e ponendo magari l’attenzione sull’accessorio per eccellenza, ossia sciarpe per gli uomini e scarpe per le donne.
Da non sottovalutare l’importanza dell’accessorio, dunque; ricordiamo come la famosissima stilista Coco Chanel iniziò con i cappelli, prima di diventare con i suoi abiti grande icona di moda. Chanel è stata una delle prime ad intuire l’importanza del complemento: sempre attuali sono le borsette rettangolari in tessuto o pelle matelassé (quelle impunturate in modo tale da formare dei rombi) con tracolla a catenella, le cinture catena, le spille a camelia di stoffa, i cappellini a cloche, gli occhiali da sole e tanti fili di perle finte. Mode che ritornano nei cicli e ricicli storici, sempre belle da ammirare e da indossare.
Dunque, amanti di stile e non solo, le coordinate sono queste: 22/28 Febbraio, Milano.
Un calendario fitto di appuntamenti, nei luoghi più belli di quella che a tutti i diritti viene considerata una delle capitali più importanti della moda. Accanto ai grandi nomi che hanno reso famoso il Made in Italy come Gucci, Prada, Roberto Cavalli, Dolce & Gabbana, Versace, Giorgio Armani, sfileranno anche le collezioni di giovani stilisti.
Così, in questa ottica, le sfilate possono diventare un luogo d’incontro e occasione per conoscere gente nuova. Oppure un appuntamento imperdibile per chi vuole andare a sbirciare le tendenze del momento e poi riuscire con stile (molto più importante di soldi o carte di credito nel portafoglio) a trovare le stesse tendenze in negozi e negozietti non necessariamente griffati… per chi vuole andare semplicemente con l’intento di ammirare e prendere spunto così da reinventarsi un nuovo style, o per chi vuole che i suoi soldi siano lì dove li possa sempre vedere ogni mattina: tutti appesi nell’armadio!














