di Salvo Scalora
Ci prodighiamo di esplorare le infinità dell’universo, di scoprire soluzioni più o meno fantastiche che ci permettano di attraversare lo spazio-tempo, quando non siamo ancora in grado di capire noi stessi, il nostro cervello. E dire che per affrontare meglio la realtà quotidiana che ci circonda, bisogna innanzitutto avere coscienza della nostra interezza, del nostro personalissimo modo di essere. Così è nel lavoro, così è nell’interazione sociale.
Eppure, noi che ci reputiamo gli essere pensanti, dotati di intelletto superiore , non sappiamo nemmeno spiegarla questa intelligenza. Cerchiamo invano di misurarla tramite test ritenuti affidabili, che spesso incappano in pericolosi errori di valutazione.
Parliamo di una sindrome specifica, in cui il soggetto interessato è in grado di proprietà mnemoniche sovrannaturali, di calcoli intuitivi e talenti non accessibili a coloro che ingiustamente si ritengono sani o nella “norma”: idiot savant (volgarmente idiota sapiente).
La sindrome, generalmente riscontrabile in concomitanza con altre due defezioni cerebrali, sindrome di Tourette e di Asperger, si teorizza che coinvolga principalmente l’emisfero sinistro del nostro cervello, zona deputata al controllo delle funzioni primitive, quali ad esempio le capacità motorie. Questa anomalia fa sì che il soggetto non sia in grado di atteggiamenti o operazioni ritenute banali dalla gente comune, bensì capace di altre funzioni ancor più primitive che gli permettono di eccellere in determinati campi specifici: disegno, musica, matematica.
Celebre è il film Rainman, vincitore di numerosi premi Oscar, in cui viene narrata la storia di un “Idiot Savant”. Il regista della suddetta pellicola si ispirò alle capacità di un uomo, colpito da questa sindrome, il cui nome era Kim Peek, deceduto a causa di un arresto cardiaco il 19 novembre del 2009.
Kim Peek nacque con danni irreversibili al cervelletto, e soprattutto con la mancanza di un vero e proprio corpo calloso. Probabilmente l’assenza di quest’ultimo fece sì che i suoi neuroni creassero nuovi collegamenti, potenziando così la sua capacità mnemonica. Il padre riferì che il figlio era già in grado di grande memoria a partire dai 18 mesi. Peek riusciva a leggere un libro in meno di un’ora, memorizzandone il 98% di tutte le informazioni presenti all’interno, compresa struttura grafica. Conosceva più di 12.000 libri a memoria, ed era in grado di calcoli velocissimi e di grandi dimensioni, dote che peraltro utilizzava nel suo lavoro, visto che si occupava di buste paga. Ma la sua intelligenza non era solo mnemonica. Riusciva a collegare le informazioni da lui ormai digerite, spaziando dalla geografia, alla storia, fino a materie di natura scientifica. A differenza di molti altri Savant, Peek amava l’interazione con gente sconosciuta, soprattutto in seguito al successo ottenuto dal film a lui ispirato.
Altro Savant, celebre negli ultimi anni, è l’inglese Daniel Tammet, famoso poiché capace di imparare una nuova lingua in meno di una settimana. Diede prova della sua straordinaria capacità, durante una trasmissione organizzata ad hoc. Obiettivo? Imparare in una settimana una tra le lingue più difficili diffuse: l’islandese. E puntualmente sette giorni dopo si presentò in diretta in un canale della tv islandese e conversò con perfetta padronanza con un’insegnante della lingua, il quale rimase sbalordito e sconvolto dalla performance perfetta del signor Tammet.
È confortante a volte scoprire le enormi potenzialità della nostra mente. Sembra qualcosa di impensabile, che quasi non ci appartiene. Eppure è tutto dentro la nostra “scatola magica” ed è bello notare come la natura riesca sempre a trovare una soluzione a tutto. Perché per quanto a noi possa sembrare sbagliato, o sofferente, per la natura è vita, e questo è già il risultato più grande che si possa ottenere.
Impariamo ad apprezzare le differenze, perché la normalità non appartiene a nessuno.
Foto in evidenza: twynkle.com
Kim Peek: news-herald.com
Daniel Tammet: fr.wikipedia.org














