Diventiamo sognatori pratici.
Gli insegnamenti di Gandhi per una nuova società.

Written by chairmagazine on 6 febbraio 2012 in PEOPLE, SOCIAL PROJECT - No comments
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di Laura Vitale

Muore solo chi viene dimenticato, chi non ha vissuto così profondamente il suo presente da lasciare qualcosa di se al futuro, e non è il caso di Gandhi, detto il Mahatma (“Grande Anima”), che ancora oggi viene citato, letto e preso ad esempio da chi crede nel suo messaggio e nella sua azione non-violenta. Il 30 gennaio 1948 venne ucciso da un fanatico e da allora ogni anno, in occasione dell’anniversario, giovani indiani celebrano il suo ricordo compiendo un tratto di una delle sue proteste più note, impavidamente forti ma assolutamente non-violente, la Marcia del Sale.
Quest’anno la celebrazione ha raggiunto il numero di 485 partecipanti, un record nella storia di questa giornata, tra bambini poveri e ragazzi, tutti travestiti da Gandhi, occhialini tondi, tunica bianca, baffetti e bastone di bambù, per non dimenticare, per continuare a far vivere il suo enorme contributo all’indipendenza dell’ India e ai suoi valori umani e giusti, ma così rari da incontrare, che lo hanno reso un eroe.

Per avere una visione completa e profonda di Gandhi, bisogna conoscere le sue parole, i pensieri, le azioni e gli scritti.
Fu un appassionato e fedele ricercatore della verità, in ogni aspetto della vita, le sue parole diventavano azioni, l’umiltà gli permetteva di sperimentare e scoprire nuove verità rimettendo tutto in gioco, “Mi piacerebbe dire al diligente lettore dei miei scritti e ad altri che siano interessati ad essi che non mi sono affatto preoccupato di apparire coerente. Nella mia ricerca della Verità ho scartato parecchie idee ed ho imparato molte cose nuove“.

Il macrocosmo contiene il microcosmo, un mondo migliore si ottiene migliorando il modo di vivere e di pensare di ogni singolo, e questo lui, lo portava avanti come credo, ispirando tutti ad essere persone migliori per ottenere una società migliore ed un governo adatto a uomini corretti. La codardia e la falsità conducono alla violenza o all’apatia, mentre il coraggio, la lotta non-violenta conducono alla pace, alla conquista della libertà e alla dignità di ogni uomo.

Immaginando di portare Gandhi in Italia, in questo momento di grande crisi economica, politica e di valori, lo vedrei impegnatissimo. Scuoterebbe le menti addormentate dall’abitudine e dalla rabbia che rimugina, senza mai andare a creare qualcosa di vero e indelebile. La prima strategia utile sarebbe l’attiva disobbedienza alle leggi ingiuste, e qui abbondano, ma questa strategia comporta la partecipazione di tutti i cittadini, con un unico obiettivo di abbattere l’ingiustizia, creando condizioni giuste senza alcun ricorso alla violenza, nessun mezzo scorretto. Secondo Gandhi: “I mezzi non giustificano il fine, i mezzi devono essere in accordo e armonia con il fine, non posso arrivare alla pace con le armi. Occhio per occhio e il mondo diviene cieco“. Credeva in Dio, nel bene, nell’amore, nell’amore del nemico, nell’impegno a vivere la sofferenza per toccare il cuore, nella continua ricerca e azione del bene per sconfiggere il male. “Quando dispero, io ricordo che nel corso di tutta la storia la via dell’amore e della verità ha sempre trionfato. Ci sono stati tiranni e macellai, e per un po’ possono sembrare invincibili, ma la conclusione è che cadono sempre. Riflettici. Sempre“.

Il suo messaggio, la sua vita, ci dimostrano che la fede, la forza di volontà, credere fermamente in un ideale e portarlo avanti con mezzi giusti può cambiare la nostra vita, la nostra società. Un mondo giusto ancora adesso è utopia, ma la sua azione ha ispirato tanti grandi Martin Luther King, Nelson Mandela, Albert Schweitzer.
Solo l’amore vince su tutto, ma prima si deve passare attraverso la sofferenza, accettarla e superarla.
Il dolore apre il cuore, resistere e trovare la forza nel bene porta alla sconfitta del male, ma  guardando il male in ginocchio è necessario perdonare e collaborare in modo pacifico. Chissà magari la nuova era tanto discussa porterà a questo, un ritorno alla pace e all’amore, alla semplicità nel modo di vivere.

Sono certamente un sognatore pratico. I miei sogni non si curano di alcuna cosa. Voglio convertire i miei sogni in altrettante realtà quanto più a lungo possibile“.

Foto in evidenza: tmnews.it
Gandhi: zentao.org

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