A cura di Silva Fedrigo
Foto Nico Pernice
Carmen Consoli
Come hai incontrato Salvo? Qual è la prima cosa che hai pensato di lui?
Conosco Salvo ormai da tanti anni. Con lui sin dall’inizioc’è stata sintonia nei gusti e nelle idee.È un caro amico ma soprattutto un grande professionista.
Quando hai capito che era la persona giusta per “mettere a punto” i tuoi capelli, intonandoli alla tua immagine e al tuo stile di artista e di donna?
Subito. Credo che certe “armonie” si avvertano a pelle.La prima impressione è stata straordinaria, ancora oggimi fa piacere parlare di un rapporto che è diventatosempre più forte negli anni.
Cosa di lui, come persona e come professionista, lorende diverso da tutti gli altri?
Dire la creatività sarebbe scontato e restrittivo.Preferisco parlare di un equilibrio tra il gusto per il nuovoed il rispetto per il classico, in poche parole quello cherende un artista “universale”.
C’è stata una volta in cui Salvo ti ha veramente stupitocon una scelta o con un’idea?
Sicuramente in occasione dello shooting fotografico diElettra. Il ruolo di Salvo è stato fondamentale nella creazionedell’immagine che poi è stata fotografata da Rankin.
Salvo è solito assimilare i capelli a delle corde musicaliche vibrano. Per la tua sensibilità di musicista cherapporto c’è tra musica, corpo e bellezza?
Deve esserci dialogo, necessariamente.Uno scambio continuo, un arricchimento reciproco.La musica “spiega” il corpo e ne incarna la bellezza nellesue infinite sfaccettature.
Cosa si dicono artista e hair designer mentre si è al“trucco e parrucco”, in preparazione di uno shootingfotografico o prima di un evento importante?
C’è un clima disteso e sereno, ma è fondamentalemantenere la concentrazione, anche perché spessoi tempi di lavoro sono stretti e bisogna capitalizzarli almassimo.Con Salvo avete condiviso momenti professionaliimportanti.
Ci racconti l’episodio di un evento in occasione delquale avete lavorato insieme e per il quale eravatedavvero emozionati entrambi?
Probabilmente l’ultimo Sanremo.Sono stata invitata a partecipare e ho deciso di proporrela prima canzone che ha vinto il primo Festival diSanremo, “Grazie dei fior”.Un’esperienza indimenticabile ed emozionante, il palcodell’Ariston conserva un fascino tutto suo.E poi quella sera mi sono trovata accanto a Nilla Pizzi, lasignora della musica italiana.Abbiamo voluto proporre l’immagine di un’Italia di altritempi, elegante e ricca di stile, affascinante senza esseremai volgare.
Salvo Filetti
Come hai incontrato Carmen? Qual è la prima cosache hai pensato di lei?
È stato in occasione della lavorazione del videoclip“Pioggia d’aprile”, anche se la conoscevo da prima. Hopensato subito che fosse una donna fuori dallo spazioe dal tempo. C’era qualcosa di orientale, nel suo viso,sganciato da questa epoca. Un personaggio assoluto,non legato ad alcuna moda.
Quando hai capito che era l’artista per la quale il tuostile e il tuo lavoro sarebbero stati preziosi?
L’ho capito assistendo ai suoi concerti. Nei concertirock Carmen suona con tutto. E il ritmo della musica simanifesta anche nel movimento dei suoi capelli. Nelleesibizioni acustiche invece c’è morbidezza, femminilità.Così ho capito che queste anime che convivono in leiavevano bisogno di immagini coerenti, diverse.
Cosa di lei, come persona e come artista, la rendeunica, diversa da tutti gli altri?
È la sua capacità musicale, la sua grande preparazione,che ha diversi volti. Talvolta per la sua forza mi sembrala reincarnazione di Rosa Balistreri. L’energia rockdi Carmen infatti è paradossalmente, intensamentesiciliana. E si mescola con una sensibilità, uno stile quasifrancese.
C’è stata una volta in cui Carmen ti ha veramentestupito con una scelta o con un’idea?
Sì, quando ha deciso di apparire sul palco indossandouna parrucca fucsia. Un’immagine così forte che io non ciavrei mai potuto pensare. Mi ha shoccato e sorpreso, malei l’ha portata con una disinvoltura incredibile.
Sei solito assimilare i capelli a delle corde musicaliche vibrano. Per la tua sensibilità, che rapporto c’è tramusica, corpo e bellezza?
Sì, lo penso. I capelli sono le nostre corde. E il nostrostar bene è legato anche a quanto la nostra immagineè appunto intonata alla nostra anima. Quando andiamoa tagliarci i capelli, perciò, è un po’ come se ci facessimoaccordare, per riallineare immagine e coscienza. Carmen,con i suoi diversi look per diversi progetti e diversimomenti artistici, è la prova dell’esistenza di questorapporto.
Cosa si dicono artista e hair designer mentre si è al“trucco e parrucco”, in preparazione di uno shooting fotografico o prima di un evento importante?
Carmen parla di tutto, anche perché legge molto, e amacoinvolgere chi gli è accanto. Perciò si parla di qualunquecosa, tranne che dei suoi capelli. Carmen infatti si fida e siaffida. Un clima di fiducia che è palpabile: lei ha piacereche ci sia un sentimento di accordo tra tutti nello staff.
Con Carmen avete condiviso momenti professionaliimportanti. Ci racconti l’episodio di un evento inoccasione del quale avete lavorato insieme e per ilquale eravate davvero emozionati entrambi?
Sanremo, sicuramente, per entrambi. Per me è stato ungrandissimo stimolo, esserle vicino in quel momento,un’occasione di arricchimento. Vederla prima allo specchio, controllare che fosse perfetta e poi, un attimo dopo, rivederla sullo schermo, con altri 15 milionidi spettatori, mi ha fatto attorcigliare lo stomaco perl’emozione.














